«Con la cri­si le­ga­ta al co­ro­na­vi­rus i no­stri te­mi cen­tra­li di­ven­ta­no più im­por­tan­ti»

Intervista30 Giugno 2020

La crisi legata al coronavirus domina il 2020. Ciononostante, sostenibilità e previdenza per la vecchiaia rimangono sfide di centrale importanza che vanno perseguite anche in futuro. Al contempo, con la revisione parziale della legge sul contratto d'assicurazione, che risale ormai a oltre un secolo fa, sono state gettate le basi per il futuro rapporto tra le compagnie di assicurazione e i loro clienti.

Gli assicuratori cercano di prevedere un possibile sinistro per calcolarne le conseguenze finanziarie. Avevano previsto la crisi legata al coronavirus?

Rolf Dörig: Gli assicuratori elaborano dei modelli per calcolare un rischio e le relative conseguenze. È il lavoro alla base della nostra a­ività. Dubito tuttavia che qualcuno sia riuscito a prevedere cosa avrebbe significato il virus per la nostra società e per il singolo individuo.

Thomas Helbling: Cosa significa vedersi vietare le attività di tutti i giorni a favore della propria protezione? Non poter nemmeno fare visita ai parenti più stretti? Stento a credere che qualcuno abbia previsto un simile scenario …

Rolf Dörig und Thomas Helbling

Malgrado il coronavirus la sostenibilità rimane un aspetto centrale: il presidente dell’ASA Rolf Dörig a colloquio con il direttore Thomas Helbling.

Con la chiusura delle struure decisa dal Consiglio federale, gli assicuratori sono finiti rapidamente nel mirino delle critiche. È una reazione comprensibile?

Thomas Helbling: Certo. L’ordine giunto da Berna di chiudere le aziende da un giorno all’altro è stato uno shock per tutte le PMI interessate. È ovvio controllare istintivamente il proprio contratto di assicurazione per vedere se nella polizza è contemplata una copertura in un caso simile.

Rolf Dörig: In veste di assicuratori, durante il lockdown si è trattato in prima linea di garantire per quanto possibile la nostra a­ività e di rispe­are gli obblighi nei confronti dei nostri clienti. Da anni gli assicuratori privati versano ogni giorno 139 milioni di franchi di rendite e prestazioni per danni. Proprio in un momento di crisi come quello attuale è dunque importante che questi versamenti siano assicurati e avvengano come di consueto.

Si è però anche chiesta una maggiore disponibilità.

Thomas Helbling: Anche se comprendiamo tutti coloro che confidavano in prestazioni superiori da parte della propria assicurazione, gli assicuratori non possono e non devono sconvolgere gli accordi contrattuali in seguito alla situazione straordinaria. Stimare i rischi e calcolare i premi adeguati è un lavoro di precisione e obbliga a rispettare queste regole anche in caso di sinistro. Il meccanismo di questo sofisticato sistema funziona infatti solo se al momento dell'evasione dei sinistri vengono coperti i danni per cui esiste effettivamente una copertura. Tu­avia, già all’inizio della crisi, l’ASA ha raccomandato alle sue società affiliate di adottare misure atte a sostenere le PMI colpite da questa situazione straordinaria.

Rolf Dörig: Ripensandoci, abbiamo sfondato porte già aperte. Anche se le nostre compagnie affiliate hanno insistito – a ragione – sul rispetto dei contratti, questo non significa che non abbiano agito in modo accomodante o solidale. Durante questa crisi tutti gli assicuratori hanno sostenuto le PMI in diversi modi, stanziando anche ingenti  mezzi finanziari. Sul nostro sito web è disponibile un lungo elenco di queste misure di aiuto immediate.

Thomas Helbling: La solidarietà nei momenti di crisi è una cosa, ma è altrettanto importante guardare avanti. Il pericolo di una seconda ondata o di una prossima pandemia è nell’aria. Per questa ragione abbiamo subito contattato la Confederazione e da allora collaboriamo per trovare delle soluzioni nel caso in cui questa situazione dovesse ripetersi. Anche se il rischio è molto elevato, occorre trovare delle soluzioni affinché, in futuro, sia possibile assicurarlo. In questo modo vogliamo contribuire alla sicurezza finanziaria delle nostre PMI.

Malgrado il coronavirus la sostenibilità rimane un aspetto centrale.

La crisi legata al coronavirus ha fatto passare in secondo piano il tema della sostenibilità – l'onda verde è stata dunque solo una moda del momento?

Thomas Helbling: Niente affatto. La vita con la pandemia lascerà il segno e rafforzerà ulteriormente la tendenza ad essere più sostenibili. La nostra volontà di assicurare il rischio di pandemia ne è proprio la dimostrazione.

Rolf Dörig: La sostenibilità è nel DNA degli assicuratori privati. Siamo disposti a contribuire attivamente a gestire le principali sfide ecologiche, economiche e sociali. Per ottenere una visione d'insieme, quest'anno abbiamo pubblicato il primo rapporto sulla sostenibilità. È emerso tra le altre cose che i criteri ESG sono inclusi nei processi d'investimento nell'86 percento degli investimenti delle società affiliate che hanno allestito il rapporto. Alcune imprese hanno già definito criteri di esclusione per le attività con un impatto particolarmente negativo sul clima. Ma non occorre nemmeno esagerare. Dobbiamo evitare che un'eccessiva regolamentazione generi solo spese senza effetto alcuno. Questo andrebbe solo a scapito del nostro settore e della piazza economica svizzera.

Per gli assicuratori anche la previdenza per la vecchiaia è una questione di sostenibilità.

Rolf Dörig: Spero che non sia così solo per il nostro settore! Non possiamo discutere in modo efficace della questione climatica insistendo al contempo su una previdenza per la vecchiaia a scapito dei giovani. Abbiamo sempre reso attenti all'urgenza e alla necessità della riforma del secondo pilastro. In questo contesto la crisi legata al coronavirus ha anche un risvolto positivo poiché ci ha mostrato quello che ci aspetta se non ci decidiamo a intervenire.

Come valutate la proposta del Consiglio federale relativa alla riforma della LPP?

Thomas Helbling: Ci sono aspetti positivi, ma anche necessità di adeguamento. Siamo favorevoli all’elemento essenziale della riforma, ovvero la riduzione dell'aliquota di conversione minima LPP al 6,0 percento in una sola fase. Respingiamo per contro il supplemento di rendita per la generazione di transizione e il relativo finanziamento attraverso un elemento estraneo al sistema. In questo ambito è necessaria un'altra soluzione. Ci aspettiamo che il Consiglio federale sottoponga il prima possibile un nuovo disegno di legge al Parlamento.

Abbiamo bisogno di buone condizioni di concorrenza.

Anche per quanto riguarda la legge sul contratto d'assicurazione LCA la revisione parziale è durata anni. Siete soddisfatti del risultato?

Thomas Helbling: È una legge equilibrata che tiene conto delle attuali esigenze della nostra società. Provvede inoltre a una copertura assicurativa moderna e per gli assicuratori significa una migliore base durante la consulenza ai clienti. Questo crea fiducia reciproca per rapporti contrattuali comuni nelle questioni assicurative di tutti i giorni.

Al momento dell'appianamento delle differenze in Parlamento, la pratica è passata alcune volte da una camera all'altra.

Rolf Dörig: Questo è normale nell'iter parlamentare. Molti punti sono stati chiari sin dall'inizio, singoli temi hanno invece dato origine a lunghe e intense discussioni. Alla fine però, come spesso accade, le camere sono riuscite a trovare un accordo.

I media hanno riferito in modo molto critico in merito agli assicuratori, in particolare anche sul ruolo dell'ASA.

Thomas Helbling: Sono lieto che il progetto abbia trovato spazio sui media, questo mostra l'importanza della tematica per tutti noi. Le discussioni controverse sono la linfa dell'attività politica. Nel nostro ruolo di Associazione degli assicuratori sappiamo affrontare le critiche. Tuttavia, secondo noi nella discussione relativa alla LCA la trasmissione «Kassensturz» ha fornito ai telespettatori informazioni non corrette. Per questo motivo abbiamo presentato ricorso con successo. L'Autorità indipendente di ricorso AIRR ha condiviso la nostra posizione contestando il contenuto della trasmissione e il lavoro della redazione di «Kassensturz».

L'Associazione ha elaborato la sua nuova strategia ancora prima della conclusione della revisione parziale sulla LCA: in seno all'ASA è tutto nuovo?

Rolf Dörig: Il compito centrale dell'ASA rimane quello di impegnarsi a favore di condizioni quadro ottimali nell'interesse delle compagnie affiliate. Abbiamo bisogno di buone condizioni di concorrenza. Questo significa regolamentare l'indispensabile, ma il meno possibile. Naturalmente cambiano anche le condizioni quadro, è per questa ragione che abbiamo elaborato la nuova strategia.

Thomas Helbling: La strategia «ASA 2020–2024» mira a fissare delle priorità e a dare un orientamento. Vogliamo attribuire un peso maggiore al nostro ruolo di datore di lavoro. Con la crisi del coronavirus i nostri temi centrali diventano ancora più importanti. Sostenibilità e previdenza rimangono temi centrali. Quale pilastro portante della piazza finanziaria vogliamo assumerci in modo ancora più mirato il nostro impegno a favore dell'economia.