Con­tra­sta­re i ri­schi mag­gio­ri in mo­do proat­ti­vo e col­la­bo­ra­ti­vo

Focus09 Settembre 2022

Se si verificassero, potrebbero cambiare la Svizzera: i rischi maggiori sono pericoli con potenziale di danno immenso, che si situano in cima alla lista dei rischi della Svizzera. Per questi rischi vanno trovate delle soluzioni di partenariato affinché rimangano sostenibili per l’economia e la società. Il settore assicurativo può e desidera fornire il suo contributo.

Con il coronavirus si è realizzato uno scenario che buona parte della popolazione riteneva impensabile: un virus si è propagato in poco tempo in tutto il mondo causando grande dolore all'umanità e paralizzando buona parte dell’economia a seguito dei necessari interventi dello Stato. Le misure adottate dal Consiglio federale volte ad arginare la pandemia hanno conseguenze di vasta portata per diver-si settori economici.

Il settore assicurativo non può assumersi le spese dei danni causati dalle misure, poiché esse violano gli elementi cen-trali del principio di assicurabilità: I danni si verificano con-temporaneamente e in gran numero in tutto il mondo. I rischi non possono essere diversificati né geograficamente né nel tempo e non possono nemmeno essere riassicurati. Una pandemia coinvolge tutti allo stesso tempo. Il principio per cui i premi di molte persone coprono i danni di pochi non può essere applicato. Proprio per questo, la politica, l’economia, la popolazione e gli assicuratori hanno un forte interesse comune ad anticipare la discussione in merito ai rischi maggiori non assicurabili su base puramente privata, a trovare soluzioni e attuarle in modo proattivo: «prevenire è meglio che curare».
 

Rischi con un elevato potenziale di danno

Oltre a una pandemia, esistono altri rischi maggiori che di principio non sono assicurabili puramente su base privata: tra questi figurano i ciberattacchi globali e la penuria di energia elettrica. Purtroppo, con la guerra in Ucraina, questi rischi hanno acquisito ulteriore importanza. L'Ufficio federale della protezione civile certifica che i rischi maggiori hanno tutti un potenziale di danno economico molto elevato. Anche se si trovassero delle soluzioni puntuali di assicurazione, una copertura completa di questi rischi da parte degli assicuratori privati non sarebbe praticamente possibile. Oltre a una gestione del rischio e una prevenzione su vasta scala, per i rischi maggiori è necessario dunque trovare altre soluzioni per sostenere chi è colpito in caso di sinistro. L’idea di un partenariato tra settore pubblico e privato è persino d’obbligo.

 

Collaborazione pianificabile anziché misure ad hoc

La questione in merito a un partenariato tra settore pubblico e privato è stata affrontata già durante la pandemia di coro-navirus. In tale situazione l’Amministrazione federale e il settore assicurativo hanno elaborato congiuntamente delle proposte di soluzioni per assicurare in futuro le pandemie. Con profondo rammarico del settore assicurativo, il Consi-glio federale ha deciso di non dare seguito, per il momento, al progetto di un’assicurazione comune delle pandemie.

L’ASA è convinta che una collaborazione tra la Confedera-zione e l’economia privata rappresenti la soluzione migliore per contrastare i rischi maggiori in modo proattivo. In questo modo la Confederazione potrebbe assumere il ruolo di riassicuratore, mentre il settore assicurativo offrirebbe la sua notevole esperienza nell’identificazione dei rischi, nella valutazione delle probabilità che si verifichino e dell'even-tuale entità. Nell’ambito di una tale collaborazione potrebbe quindi mettere a disposizione la sua esperienza, l’infrastruttura e le relazioni con i clienti.

Per il processo di elaborazione dei sinistri sono determinan-ti proprio le risorse personali, le conoscenze specialistiche e i processi consolidati. Solo in questo modo le notifiche di sinistro possono essere evase in poco tempo. Grazie ai meccanismi consolidati si può determinare in modo mirato il diritto alle prestazioni.

Una soluzione assicurativa di questo tipo è efficiente e crea trasparenza, possibilità di pianificazione e sicurezza giuridi-ca e quindi vantaggi rispetto a misure ad hoc, come quelle attuate durante la pandemia di coronavirus. Il fatto che que-ste soluzioni possono funzionare lo dimostra il pool danni della natura. Sulla base di un regime quasi obbligatorio e del principio di solidarietà ad esso legato, per molti decenni, questo pool ha reso assicurabile il rischio maggiore dei pericoli naturali fornendo così servizi preziosi alla società e sgravando il settore pubblico di miliardi di euro di danni.