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News27 Agosto 2020

La riforma del sistema previdenziale per giovani e anziani è urgente. Il Parlamento ha ripreso la propria attività con nuovo slancio. È giunta l’ora delle soluzioni?

Un commento di Rolf Dörig, presidente dell'Associazione Svizzera d'Assicurazioni ASA

Le conseguenze finanziarie della crisi legata al coronavirus stanno nuovamente esacerbando la pressione sul sistema previdenziale per giovani e anziani. Anche la demografia e i tassi zero continuano a costituire una notevole sfida per tutti gli interessati. È chiaro: non si può stare a guardare limitandosi a sperare! La politica deve agire: nella triangolazione di finanziamento, prestazioni ed età di riferimento sono necessari compromessi e soluzioni praticabili, ma non guerre ad oltranza e idee frantumate.

Ora il Parlamento ha ripreso la propria attività con nuovo slancio: i lavori della Commissione sul progetto di legge del Consiglio federale per la stabilizzazione dell'AVS (AVS 21) nel frattempo sono iniziati. Finalmente, si è dato il segno di vita auspicato da molti. Un gruppo trasversale di parlamentari intende inoltre equilibrare il messaggio del Consiglio federale, orientato unilateralmente verso un aumento delle entrate, in modo che risponda meglio all'esigente contesto menzionato in precedenza. L’auspicio è che questa intenzione vada a buon fine, anche se gli sforzi di riforma devono protrarsi a lungo termine. Una stabilità di lungo respiro, anziché a una stabilizzazione a breve termine: ecco l'AVS di cui giovani e anziani hanno bisogno.

La progressiva perdita di fiducia nelle rendite future significa che la previdenza facoltativa privata (terzo pilastro) sta rapidamente acquistando importanza. Noi assicuratori privati potremmo esserne soddisfatti. Tuttavia, stiamo anche contribuendo in larga misura all'attuazione della previdenza professionale obbligatoria - il messaggio sulla riforma della LPP è atteso a fine autunno. Vogliamo continuare ad assumerci la conseguente responsabilità economica e a essere convinti del nostro operato. È nel nostro interesse garantire la stabilità del sistema dei tre pilastri a lungo termine in cui le persone possano avere fiducia. Intendiamo plasmarne attivamente il futuro e contribuire con la nostra esperienza alla ricerca di soluzioni.

La sostenibilità per noi è un principio chiave che va ben oltre il clima e l'ambiente. Per quanto concerne la previdenza per la vecchiaia, significa che non lasciamo in eredità montagne di debiti alle generazioni future, ma prestazioni future finanziabili a lungo termine. Prima di creare nuovi rami delle assicurazioni sociali, faremmo meglio a concentrarci sulla riforma di quelli esistenti, in primo luogo l'AVS e la LPP. La riduzione dell’aliquota di conversione, l'innalzamento dell'età di riferimento per le donne e il superamento dei tabù in merito all'aumento dell'età di pensionamento sono condizioni indispensabili per garantire l’equità nei confronti delle generazioni future. Per concretizzare queste esigenze, è opportuno ridefinire gli incentivi per promuovere l’attività lavorativa in età avanzata. Sono necessari un passaggio flessibile al pensionamento, adeguamenti delle indennità AVS e sgravi fiscali per il lavoro in età avanzata.

Il sistema previdenziale dei tre pilastri va escluso dalle riforme poiché ripartisce gli oneri e i rischi tra il pilatro statale (AVS), il pilastro professionale (LPP) e il pilastro privato (previdenza individuale). Lo Stato, i datori di lavoro e i cittadini si suddividono questi compiti all’insegna di un rapporto di collaborazione. Il regime obbligatorio e quello facoltativo si controbilanciano. Questa chiara suddivisione dei compiti e l'equilibrio sono una dimostrazione di forza, di resilienza; una caratteristica della sostenibilità, che in natura equivale alla biodiversità. I tre pilastri dovranno continuare ad essere chiaramente separati fra loro in modo da preservarli.