Ri­for­ma AVS: Sta­bi­liz­za­re il pri­mo pi­la­stro del­la pre­vi­den­za per la vec­chia­ia

Posizioni15 Settembre 2022

L’ASA sostiene la riforma AVS 21 che andrà in votazione il 25 settembre 2022. Per ora il progetto prevede di stabi-lizzare il finanziamento dell'AVS. La riforma - e di conse-guenza la votazione - è composta da due parti: una modi-fica della legge sull'AVS, che allineerà l’età di pensiona-mento delle donne a quella degli uomini, e un moderato aumento dell'IVA.

L’ASA è a favore della riforma AVS 21.

La previdenza per la vecchiaia si appresta ad affrontare grandi sfide: l’aspettativa di vita è in aumento e manca il ricambio generazionale. L’aumentata aspettativa di vita fa sì che le rendite dell’assicurazione federale per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) debbano essere versate sempre più a lungo. Al contempo il numero dei contribuenti per ogni beneficiario di rendita è in costante diminuzione e comporta una rapida crescita del disavanzo. Quando nel 1948 è stata introdotta l’AVS, 6,5 lavoratori finanziavano un pensionato. Nel 2020 a finanziare un pensionato erano solo 3,3 lavoratori. Probabilmente nel 2050 questa cifra si abbasserà a 2,2 lavoratori. Per l'ASA la riforma del primo pilastro della previdenza per la vecchiaia è quindi imperativa e urgente.

 La riforma AVS 21 mira a stabilizzare il finanziamento dell’AVS. A tal fine l’età di pensionamento, la cosiddetta età di riferimento, delle donne sarà allineata a quella degli uomini. L’adeguamento dell’età di riferimento avverrà gradualmente dai 64 ai 65 anni. Per le nove classi d'età di donne interessate da questo innalzamento, l'aumento verrà compensato. Inoltre, l’attuale imposta sul valore aggiunto pari al 7,7 percento verrà aumentato di 0,4 punti percentuali. La riforma entrerà in vigore solo se entrambe le parti - l’armonizzazione dell’età di riferimento e l’aumento dell’IVA - saranno accettate dalle cittadine e dai cittadini che andranno alle urne.

 

Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina del comitato interpartitico.