Compasso sostiene i datori di lavoro e i lavoratori nel reinserimento professionale

Intervista01 Dicembre 2017

L'associazione Compasso aiuta i datori di lavoro a riconoscere precocemente i problemi di salute dei lavoratori, a intervenire in modo adeguato e a reintegrarli nel processo lavorativo. L'ASA è uno degli sponsor principali di Compasso.

L'associazione Compasso dispone di una solida rete con assicuratori specializzati in indennità giornaliera per malattia e in infortuni, la Conferenza degli uffici AI, la Suva, l’Associazione delle istituzioni di previdenza, organizzazioni e istituzioni per la tutela dei disabili, nonché fornitori di servizi di case management, collocamento e job coaching. Compasso è patrocinato dall’Unione svizzera degli imprenditori.

L'Associazione Svizzera d'Assicurazioni ASA è lo sponsor principale di Compasso insieme a Suva e Helsana. Bruno Soltermann, primario e responsabile del gruppo di lavoro «danni a persone e reintegrazione» dell'ASA, è membro del Consiglio direttivo di Compasso. Nell'intervista spiega perché l'ASA sostiene l'associazione in questioni riguardanti il personale, le finanze e l'ideologia.

1. Perché l'ASA si adopera per l'integrazione professionale?

I nostri membri, cioè le nostre compagnie d'assicurazione, sono sia datori di lavoro che assicuratori. Solo in Svizzera occupano quasi 50'000 lavoratori. È evidente che per gli assicuratori privati, che vogliono essere considerati datori di lavoro affidabili, l'integrazione professionale è molto importante.

In qualità di assicuratori e quindi di sostenitori dei costi in caso di assenze dal lavoro, le nostre compagnie d'assicurazione si impegnano a sostenere nel migliore dei modi l'integrazione professionale. 

2. Nel concreto in cosa consiste il loro impegno?

Le nostre compagnie di assicurazione, come anche altri datori di lavoro, si impegnano per mantenere i loro collaboratori nel processo lavorativo. Mettono quindi a loro disposizione offerte di consulenza pragmatiche in caso di difficoltà mediche, psicologiche o sociali.

Se nonostante ciò un lavoratore risulta inabile al lavoro, le società cercano di riportare, nel modo più rapido possibile, il livello iniziale tramite un aumento, continuo e adeguato al processo di guarigione, della capacità al lavoro.

Non si può dimenticare che di solito i colleghi devono recuperare l'assenza di un collaboratore. Questo onere supplementare deve durare il minor tempo possibile. Tutti gli sforzi atti a mantenere un collaboratore nel processo di lavoro danno sicurezza sul posto di lavoro e promuovono lo spirito di squadra. Ciò porta nel complesso a una maggiore soddisfazione sul lavoro e quindi anche a una maggiore resilienza.

3. Perché avete deciso di sostenere Compasso come sponsor?

Compasso completa le campagne degli assicuratori privati nella prevenzione, nella gestione aziendale della salute e nel case management visto che aiuta ulteriormente i datori di lavoro nel riconoscimento precoce e nel reinserimento professionale.

4. Ci può raccontare una storia di successo nell'ambito dell'integrazione o del reinserimento?

Prendo come esempio una case manager che ha reinserito con successo nel processo lavorativo un collaboratore che a causa di disturbi psichici aveva subito una ricaduta tornando a essere inabile al lavoro. Il datore di lavoro ha reagito rapidamente coinvolgendo di nuovo la case manager dell'assicuratore indennità giornaliera che aveva già accompagnato in passato e per molto tempo il collaboratore. La case manager ha seguito a stretto contatto il collaboratore e lo ha aiutato nella stabilizzazione e nel seguente miglioramento del suo stato di salute. Al tempo stesso è risultato centrale il coordinamento con i terapisti e soprattutto con il datore di lavoro. Quest'ultimo temeva un'assenza nuovamente lunga dal lavoro. Perciò era importante informare regolarmente il superiore (naturalmente con il consenso del lavoratore malato) sul quadro patologico e di coinvolgerlo attivamente nell'identificazione di eventuali segnali di avvertimento precoci. In questo caso è stato anche utile che il capo del personale abbia contattato l'assicurazione di indennità giornaliera subito dopo il ripresentarsi dell'incapacità al lavoro non lasciando la questione sulla scrivania fino alla scadenza del tempo di attesa.

5. Dal suo punto di vista cosa è importante sapere sul tema della prevenzione e del riconoscimento precoce?

Sappiamo che una conduzione basata sulla stima, aperta e comunicativa, nonché la collegialità all'interno del team sono parte integrante della prevenzione dei disturbi della salute. Naturalmente ogni persona deve badare personalmente alla propria salute, se questa non è data dalla natura. Non è possibile rendere responsabili dei disturbi di salute solo il datore di lavoro, il superiore, la direzione del personale o il team. Da un lato c'è il posto di lavoro e dall'altro l'ambiente sociale con tutti i suoi fattori imponderabili.

Visto che di solito si nota presto se a causa di problemi sul posto di lavoro c'è un calo di rendimento, il posto di lavoro è anche il luogo del riconoscimento precoce. Affinché i problemi possano essere affrontati precocemente, sono importanti una fiducia reciproca e, quale condizione per la fiducia, una conduzione empatica. Ciò non significa però che i capi non possano esigere e debbano solo prestare attenzione alle individualità dei loro collaboratori. I capi dovrebbero tuttavia conoscere la psicologia della conduzione e capire i loro collaboratori come individui con il loro sviluppo e la loro situazione personale.

6. Descriva brevemente il ruolo dell'ASA nel settore dell'integrazione professionale.

Da oltre 15 anni gli assicuratori privati sostengono l'integrazione professionale con il case management. Le singole compagnie d'assicurazione si impegnano a questo scopo nella «Netzwerk Case Management Schweiz» (rete di case management svizzera). L'ASA stessa offre da svariati anni il corso su disabilità fisica e integrazione. Ha inoltre sviluppato diversi strumenti di case management che mirano a migliorare la collaborazione tra gli assicuratori coinvolti.

7. Dal suo punto di vista quali consigli può dare alle aziende in qualità di associazione d'assicurazioni?

Abbiate cura dei vostri collaboratori. Si tratta di un principio etico. Inoltre, i collaboratori rappresentano un capitale estremamente prezioso all'interno di una ditta.

Quando scegliete dei responsabili non prestate attenzione soltanto alle competenze tecniche, ma anche a quelle sociali.

In caso di indizi che lasciano presuppore problemi di salute parlatene con i vostri collaboratori. Questo dovrebbe essere fatto dal superiore. In seguito si dovrebbero mostrare le soluzioni e offrire un'assistenza individuale.

Non esitate a informare subito la vostra assicurazione. Con il suo case management professionale può aiutare sia il collaboratore, sia l'azienda: che si tratti di consulenza in caso di disturbi fisici o psichici o in di assenteismo. Non esiste praticamente alcun caso in cui il coinvolgimento di un assicuratore non sia a vantaggio di tutte le persone coinvolte.

Trovate maggiori informazioni su questo tema sul sito internet di Compasso.